domenica 30 agosto 2026 - 20:17
Qualsiasi atto che provochi divisione, compiuto da chiunque e da qualsiasi posizione, serve gli obiettivi del nemico

L'Ayatollah Seyyed Mojtaba Hosseini Khamenei, Guida Suprema della Rivoluzione Islamica, in un messaggio in occasione della Settimana dell'Unità Islamica, congratulandosi per il benedetto anniversario della nascita del Sigillo dei Profeti, Muhammad al-Mustafa (S), e dell'Imam Ja'far al-Sadiq (A), ha indicato nell'enfatizzazione delle divergenze il programma dei malevoli e dei nemici dell'Islam, volto a indebolire la Ummah islamica e a dominarla.

Agenzia Hawzah News – L'Ayatollah Seyyed Mojtaba Hosseini Khamenei, Guida Suprema della Rivoluzione Islamica, in un messaggio in occasione della Settimana dell'Unità Islamica, congratulandosi per il benedetto anniversario della nascita del Sigillo dei Profeti, Muhammad al-Mustafa (S), e dell'Imam Ja'far al-Sadiq (A), ha definito l'enfatizzazione delle divergenze come il programma dei malevoli e dei nemici dell'Islam per indebolire la Ummah islamica e dominarla. Richiamando inoltre l'attenzione sulla caduta delle maschere ingannevoli dal volto criminale degli Stati Uniti, ha ritenuto necessari l'unità della Ummah islamica, la reciproca difesa di fronte all'empietà e la cooperazione e sinergia nelle diverse questioni materiali e spirituali. Rivolgendosi ai governanti dei Paesi islamici, ha sottolineato:

«I governanti criminali degli Stati Uniti e il regime sionista usurpatore sono nemici giurati dell'unità islamica e dell'intera Ummah islamica, compresi i popoli dell'Asia occidentale e del Nord Africa. Pertanto, riconoscete il vostro vero nemico e contrastatene i piani»

Ha inoltre sottolineato come, nell'amato Iran, gli insegnamenti della scuola islamica in favore dell'unità abbiano trovato una soddisfacente realizzazione, raccomandando nuovamente a tutti gli iraniani di non permettere in alcun modo che sorgano divisioni tra loro.

Riportiamo di seguito il testo integrale del messaggio della Guida della Rivoluzione Islamica.

Col Nome di Dio, il Misericordioso, il Benevolo

مُحمّدٌ رَسولُ ‌اللهِ وَالّذینَ مَعَهُ اَشِّداءُ عَلی الکُفّارِ رُحَماءُ بَیْنَهُم

«Muhammad è il Messaggero di Dio, e coloro che sono con lui, sono duri contro i kuffār, benevoli fra di loro»

In questi giorni che ricordano la nascita benedetta del Sole Supremo, del più nobile tra gli esseri creati, della Lampada Splendente, dell'Eletto di Dio, della Città della Conoscenza, del Profeta della misericordia per i mondi, del nobile Messaggero dell'Islam, Muhammad (S), e del suo immacolato discendente, puro per natura, la suprema Prova divina, l'Imam Ja'far al-Sadiq (A), porgo le mie felicitazioni alla nobile nazione iraniana e alla grande Ummah islamica.

Da quando il sole dell'esistenza del Sigillo dei Profeti sorse nella sacra Mecca, l'orizzonte della felicità dell'umanità – che risiede nel raggiungimento della perfezione attraverso la servitù e l'obbedienza al Signore, l'Altissimo e il Sublime – si illuminò di un nuovo splendore; gli spiriti dei Profeti, gli angeli divini e gli esseri celesti furono pervasi dalla gioia, mentre i demoni tra gli uomini e i jinn si mordevano le dita per la rabbia, il rimpianto e il dolore. La più eccelsa creatura di Dio, in tutti gli innumerevoli mondi della creazione, aveva infatti fatto il suo ingresso sulla terra e, di lì a poco, rivestito della dignità della profezia e del suo suggello, con il Sublime Corano nelle mani e investito della missione di guidare l'umanità in ogni suo aspetto, avrebbe condotto la grande carovana del genere umano sulla via della servitù di Dio e della perfezione verso di Lui.

La vita di quel Nobile e dei suoi immacolati Successori è interamente una lezione di guida e di servitù, una lezione di conoscenza e di amore, di fede e di jihad, di vita e di nobili virtù individuali e sociali, di affidabilità e sincerità, di dignità e nobiltà, di sapere e azione, di misericordia e fermezza, di equità e giustizia, di unità e fratellanza. Quanto meglio queste lezioni saranno apprese e messe in pratica, tanto più sarà possibile per il genere umano raggiungere le vette della felicità e della prosperità.

Noi crediamo che lo spirito purissimo del Profeta della Misericordia, così come gli spiriti puri dei suoi immacolati Successori e delle pure Prove divine – su di lui e su tutti loro siano le benedizioni e la pace di Dio – veglino costantemente, guidino con benevolenza e si prendano amorevolmente cura dei musulmani e della società islamica. Quando i figli di questo padre benevolo e magnanimo commettono un errore, il suo animo ne è addolorato; quando invece mettono in pratica i suoi insegnamenti e le sue direttive, il suo nobile cuore si colma di gioia.

Ora l'Islam e i suoi seguaci, dopo aver attraversato epoche difficili e turbolente e numerose vicissitudini dai primi tempi fino a oggi, sono giunti a una fase decisiva e determinante. Oggi i musulmani possono svolgere un ruolo di straordinaria efficacia e portata storica. Oggi la prospettiva del trionfo finale del vero sul falso e dell'Islam sull'empietà è più vicina alla sua concreta realizzazione che in qualsiasi altra epoca del passato.

La prima condizione per tutto ciò è l'unità di intenti dei musulmani. L'unità dei musulmani di fronte all'empietà globale è una strategia coranica e un insegnamento autentico dell'Islam puro di Muhammad (S), non una questione superficiale e transitoria. Per unità si intende che, sul piano generale delle società islamiche, gli elementi comuni siano posti al centro e assunti come principio fondamentale. Naturalmente, occorre adoperarsi affinché, attraverso l'argomentazione, nel pieno rispetto della fratellanza e della solidarietà e secondo gli insegnamenti coranici, i punti di divergenza si trasformino, in un clima di piena pace e armonia, in punti di convergenza.

È certo che tutti i musulmani delle società islamiche, nel confrontarsi con l'empietà globale, debbano porre al centro del proprio pensiero, della propria parola e della propria azione il principio coranico: «Duri contro i kuffār, benevoli fra di loro». È in questo modo che si realizza l'unità e l'unione islamica. Ogniqualvolta una delle due parti di questo messaggio celeste venga meno nella pratica dei musulmani, anch'essi si allontaneranno da quella posizione di dignità che a buon diritto avevano conquistato nella società islamica; e questa è una legge che non conosce eccezioni.

Questo principio è uno dei fondamenti e dei messaggi essenziali della Rivoluzione Islamica. La prima celebrazione della Settimana dell'Unità risale all'Esfand del 1356 del calendario solare iraniano, nel periodo della lotta contro il regime oppressivo dei Pahlavi, quando il grande e illustre Leader Martire [l'Imam Seyyed Ali Khamenei] – che Dio innalzi il suo nobile rango –, durante il suo esilio a Iranshahr, propose questa idea, accolta favorevolmente tanto dagli sciiti quanto dai sunniti. Poco dopo la vittoria della Rivoluzione Islamica, per iniziativa del fondatore della Repubblica Islamica, l'Imam Khomeini – che Dio santifichi la sua nobile anima –, la «Settimana dell'Unità» fu ufficialmente istituita. Per grazia di Dio Altissimo, l'unità tra tutti i membri della nazione musulmana ha trovato nella nazione iraniana un esempio riuscito e le trame dei nemici non sono riuscite a comprometterla in misura significativa.

Tuttavia, è certo che i malevoli siano sempre in agguato contro questa grande benedizione. Ciò che alimenta le loro speranze è l'enfatizzazione delle divergenze. Le differenze dottrinali e religiose, sebbene costituiscano un aspetto importante dell'obiettivo del nemico dell'Islam e su di esse esso faccia grande affidamento, non gli saranno sufficienti. Esso cerca infatti di trasformare le differenze razziali, culturali, sociali, economiche, politiche e geografiche in pretesti per creare divisioni tra i musulmani, in Iran e in ogni altro Paese islamico, così da assistere alla frammentazione della Ummah islamica e al logoramento delle sue forze e, al momento opportuno, imporre su di essa il proprio dominio.

La direttiva del Sacro Corano in questi casi è espressa nel nobile versetto: «E non disputate tra voi, altrimenti vi indebolireste e perdereste la vostra forza». Pertanto, chiunque, da qualsiasi posizione, compia un atto che conduca alla divisione tra i musulmani e provochi discordia nella società islamica, consapevolmente o inconsapevolmente, volontariamente o involontariamente, realizza gli obiettivi dei nemici dell'Islam.

E come potrebbe, in questi tempi, qualcuno attribuire un simile comportamento alla propria ignoranza o disattenzione, quando ormai i tiranni del mondo, con in testa gli Stati Uniti criminali, hanno lasciato cadere le maschere ingannevoli e inconsistenti che celavano il volto ripugnante dei loro obiettivi coloniali e dei loro piani arroganti e dominatori, si sono sfilati i guanti di velluto dell'inganno e hanno mostrato al mondo intero i loro artigli insanguinati?

Ora è giunto il momento che i musulmani riflettano e osservino gli eventi con maggiore attenzione. Se i musulmani fossero stati un'unica mano, stretta in un pugno saldo e compatto, il popolo palestinese sarebbe stato lasciato così indifeso, esposto all'oppressione e ai crimini degli occupanti? E se i popoli e i governi delle rive del Golfo Persico avessero consolidato la propria unità sotto la bandiera dell'Islam, dei personaggi corrotti e privi di identità avrebbero osato, da migliaia di chilometri di distanza, gettare gli occhi sulle loro terre e sulle loro ricchezze?

La mia raccomandazione insistente e ripetuta ai governanti dei Paesi islamici, in particolare a quelli della regione dell'Asia occidentale e delle rive del Golfo Persico, è questa: riconoscete il vostro vero nemico, comprendete il suo piano e contrastatelo. Il rimedio ai problemi della Ummah islamica è l'unità di intenti, l'amicizia e la cooperazione sulla via del bene e della virtù. I governanti criminali degli Stati Uniti e il regime sionista usurpatore sono nemici giurati di questa unità e di questa amicizia.

Essi non sono nemici soltanto della Repubblica Islamica, della nazione iraniana e del grande fronte della Resistenza Islamica; sono ostili all'intera Ummah islamica, compresi i popoli dell'Asia occidentale e del Nord Africa. E in questo non fanno eccezione neppure i governanti di questi Paesi, molti dei quali sono considerati loro collaboratori; basti ricordare gli insulti pubblici e le espressioni offensive rivolte dai capi della tirannia mondiale contro alcuni leader dei Paesi islamici, ancora vivi nella memoria vostra e nostra.

L'importante insegnamento dell'unità e del rifiuto della discordia è la prima lezione della scuola dell'Islam sul modo di rapportarsi al nemico e all'amico. La seconda è la difesa reciproca di fronte all'empietà; la terza consiste invece nelle diverse forme di cooperazione e sinergia negli ambiti della vita materiale e spirituale dei musulmani, dalla ricchezza alla sicurezza, dalla scienza al progresso. Al termine di questo cammino si giungerà alla nuova civiltà islamica.

Pertanto, l'unità tra i musulmani costituisce la pietra angolare per il conseguimento di una civiltà islamica nobile e vittoriosa. Questo insieme di concetti e di idee, nel quale è racchiusa la nostra aspirazione per il mondo islamico, ha trovato una soddisfacente realizzazione nell'amato Iran. Ancora una volta, questo vostro servitore raccomanda a tutti i membri della nazione iraniana di non permettere in alcun modo l'insorgere di divisioni.

In conclusione, auspico che, per intercessione del nobile Messaggero e della sua pura Famiglia – su di lui e su tutti loro siano le benedizioni e la pace di Dio –, la grazia divina, colma di misericordia e benedizione, stenda la sua ombra sulle società islamiche e che queste, giorno dopo giorno, seguendo i precetti divini, ascendano sempre più i gradini del progresso e della dignità.

E la pace, la misericordia e le benedizioni di Dio siano su di voi.

Seyyed Mojtaba Hosseini Khamenei

8 Shahrivar 1405 [30 agosto 2026]
17 Rabi' al-Awwal 1448

A cura di Mostafa Milani Amin

Tag

Il tuo commento

You are replying to: .
captcha